Birmania: Aung San Suu Kyi realizza il suo sogno

Lega nazionale per la democrazia: “Siamo oltre il 70%”

images
Chi è Aung San Suu Kyi?

Una donna forte, determinata, caparbia, che crede in un sogno e vuole realizzarlo.

In gioventù ha vissuto all’estero, si è poi laureata all’università di Oxford. È tornata nel suo Paese nel 1988 trovandosi di fronte al violenta repressione delle proteste contro la dittatura del generale Ne Win, che aveva guidato il colpo di Stato militare nel 1962.
Da qui è iniziata la sua “guerra” personale e per il suo popolo.
Si è schierata contro la giunta e ha dato il via a un movimento di protesta nonviolento, che chiedeva forse banalmente democrazia, elezioni libere, rispetto dei diritti umani.
Nel 1989 il governo l’ha costretta agli arresti domiciliari, 15 anni di purgatorio impedendole persino di comunicare con il mondo esterno. Erano tutti dalla sua parte, la comunità internazionale non ha mai smesso di chiedere il suo rilascio. Temendo un insurrezione popolare la giunta le propose di liberarla se avesse accettato di lasciare il Paese, ma ovviamente lei ha rifiutato.
Nel 1990 si sono tenute le elezioni in cui il suo partito, la Lega nazionale per la democrazia (Nld), ha vinto ottenendo più dell’80% dei seggi in Parlamento, ma i risultati, sono stati ignorati e la giunta è rimasta al potere.
Nel 1991 Aung San Suu Kyi ha ottenuto il Premio Nobel per la Pace, la motivazione? “Un eccezionale esempio del potere di chi non ha potere”. Dopo il Nobel, negli anni si sono aggiunti altri “premi” come l’International Simón Bolívar Prize, il premio Sakharov, la medaglia d’oro del Congresso Usa.
Finalmente nel 1995 la donna è stata rilasciata e l’anno successivo ha potuto così partecipare al congresso del partito Nld, ma nel 2000, repetita iuvant, la giunta le ha di nuovo imposto gli arresti domiciliari fino al 2002. Un anno dopo i sostenitori di Suu Kyi si sono scontrati in strada con i dimostranti filogovernativi e lei è tornata agli arresti.
Gli arresti hanno continuato a susseguirsi anno dopo anno, nel 2009 accusata di aver permesso ad un estraneo di dormire in casa sua, si trattava di un americano che aveva raggiunto di nascosto la sua abitazione per metterla in guardia su un complotto per ucciderla.
Nello stesso anno gli Stati Uniti hanno dichiarato illegale la sua detenzione, ma si è trattato di una iniziativa lodevole quanto inutile infatti Suu Kyi è stata processata e condannata a tre anni di carcere.
Molti hanno sostenuto che la sua condanna fosse esclusivamente strumentale allo scopo di impedirle di candidarsi alle parlamentari programmate per il 2010, le prime dal 1990. Non a caso di lì a breve sono arrivate le leggi che impedivano ai condannati di partecipare alle elezioni.
Nel 2012 Suu Kyi si candida per un seggio in Parlamento. E vince… Finalmente riconosciuta dal potere può assumere l’incarico come leader dell’opposizione.
Nel 2013 alla neo leader è stato consentito per la prima volta in 24 anni di uscire dal Paese.

Ed oggi finalmente ce l’ha fatta, il partito d’opposizione di Aung San Suu Kyi vince alle elezioni birmane.
La Lega nazionale per la democrazia (Nld) ha ottenuto oltre il 70% dei seggi in Parlamento, sufficienti a formare un governo.

La Nobel per la Pace ha dichiarato con molta umiltà: “È troppo presto per parlare del risultato, ma credo che ne abbiate tutti un’idea…”

 

Aung-San-Suu-Kyi-1-1024x682

Birmania: Aung San Suu Kyi realizza il suo sognoultima modifica: 2015-11-10T10:18:51+01:00da eclissidiluna72
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento